Camera di Commercio di Teramo

Attività Ispettiva

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Attività Ispettiva

Ufficio Ispettivo


Le principali competenze ispettive delle Camere di Commercio riguardano:

  • etichettatura e marcatura di prodotti, quali prodotti elettrici, giocattoli, occhiali da sole, tessili e calzature;
  • magazzini generali;
  • metrologia legale, saggio e marchio dei metalli preziosi;
  • vengono svolti anche ispezioni e prelievi di prodotti su richiesta del Ministero dello Sviluppo Economico, soprattutto nell'ambito della vigilanza che questi esercita sul mercato ai fini della sicurezza dei prodotti;
  • vigilanza sugli adempimenti in materia informazione su consumo di carburante ed emissione di CO2 delle autovetture nuove.

Auto: la nuova Guida al risparmio di carburanti e alle emissioni di CO2

È disponibile l’ edizione 2015 della Guida al risparmio di carburante e alle emissioni di anidride carbonica delle autovetture, strumento di informazione utile al consumatore e a tutti gli automobilisti.

La guida, prevista da una direttiva europea, è stata approvata con decreto interministeriale, di concerto con i Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti, al fine di rendere disponibili al consumatore i dati sui consumi di carburante e sulla quantità di anidride carbonica prodotta da ogni modello di auto in vendita.

I contenuti della guida

Oltre all’indicazione dei consumi nei vari cicli - urbano, extraurbano e misto - e delle emissioni di tutti i modelli di automobile in vendita al 16 marzo 2014, la guida contiene una graduatoria dei modelli che emettono meno anidride carbonica, divisi per alimentazione a benzina o a gasolio.

Una menzione speciale è riservata ad alcuni modelli che ottengono gli stessi risultati mediante utilizzo di GPL o metano.

Da quest’anno, poi, vengono pubblicate specifiche alcune graduatorie riservate ai modelli a propulsione ibrida, divisi fra benzina e gasolio, e ai modelli con tecnologia ”plug-in”.

Sono anche presenti alcuni modelli di auto a trazione completamente elettrica (o con motore ausiliario a benzina), che vengono evidenziati in un elenco a parte.

Si passa poi a un vademecum per gli automobilisti su come attuare una guida ecocompatibile, con suggerimenti validi anche dal punto di vista della sicurezza stradale e del risparmio.
I consigli sono utili anche per limitare l’inquinamento da gas di scarico, problema collegato a quello delle emissioni di anidride carbonica (un’automobile più efficiente produce in genere minori emissioni di entrambi i tipi, come del resto previsto dalle normative europee delle serie “Euro 5” ed “Euro 6” ). Minori consumi, inoltre, permettono di ridurre le importazioni di petrolio, con effetti benefici sulla bilancia commerciale del Paese.

 

I dati

Vengono riportati anche dati ufficiali sulla riduzione del livello medio di emissioni delle autovetture vendute negli ultimi anni. I dati, provenienti da istituzioni europee (Agenzia europea per l’Ambiente), indicano come la media ponderata delle emissioni di anidride carbonica delle autovetture immatricolate in Italia è costantemente diminuita negli anni considerati, tanto che già nel 2011 era stato raggiunto l’obiettivo di 130 g/ km fissato come obiettivo dall’Unione Europea per il 2015, e nel 2014, secondo dati provvisori, la media è ulteriormente scesa fino a toccare i 118,2 g/km.

I dati confermano la riduzione continua dei consumi e delle emissioni dei modelli, specie di quelli in versione ecologica, presenti nei listini di quasi tutte le principali Case automobilistiche. Ciò è reso evidente anche dall’abbassamento dei valori dei modelli inseriti nella graduatoria dei minori 10 livelli di emissioni, fino ai 35 e ai 48 grammi di CO2 per chilometro raggiunti dai migliori modelli presenti nella guida.

Anche i livelli di consumo dei migliori modelli tendono a scendere, come dimostra un confronto relativo agli anni 2008-2014.
 

Le tendenze

Se il miglioramento è generalizzato, diverse sono le strade percorse dai produttori per conseguirlo: ad esempio alcuni puntano maggiormente sul miglioramento nella propulsione a benzina o gasolio tradizionale (non ibrida), mentre altri si concentrano sulla propulsione ibrida (anche con tecnologia “plug-in”), nonché con metano o GPL.

In particolare si confermano notevoli progressi tecnologici nella propulsione ibrida, con sette modelli sotto i 50 grammi di anidride carbonica per Km (di cui due diesel). Altro aspetto importante, forse più dei valori record, è l’aumento dei modelli a basse emissioni, tanto anche nei modelli a propulsione tradizionale : sono ormai 6 i modelli a benzina non superori ai 90 g/km, mentre nel diesel il miglioramento è evidenziato dall’ormai elevato numero di modelli non superiori agli 85 g/km (ben 14, di cui 1 sotto gli 80 g/km), realizzati da 9 diverse case automobilistiche, il che dimostra l’impegno dei produttori per farsi concorrenza anche sotto questo aspetto.

La guida annuale, pertanto, si conferma come ormai collaudato strumento di informazione per favorire la formazione di una coscienza ecologica anche da parte degli acquirenti di auto.

Prevista in ogni paese europeo, si può quindi considerare come un aspetto della strategia tendente a ridurre le emissioni di anidride carbonica, in linea con gli obiettivi fissati in sede europea, nonché con il protocollo di Kyoto e gli accordi internazionali destinati a sostituirlo.

 Scarica la guida

Lista controlli alle imprese (art. 14 comma 2 L. 35/2012)

La Camera di Commercio di Teramo, in conformità delle disposizioni emanate dalla legge 580/1993 e successive modificazioni, svolge funzioni di vigilanza e di tutela del mercato per garantire il corretto funzionamento degli scambi tra imprese e dei rapporti tra imprese e consumatori.

Il principale, ma non l'unico, strumento per l'esercizio di questa funzione è il Servizio Ispettivo che esercita attività di controllo sulle imprese nei seguenti settori:

  • Metrologia legale
  • Saggio e marchio dei metalli preziosi
  • Tachigrafi digitali e cronotachigrafi analogici
  • Sicurezza prodotti
  • Etichettatura tessili e calzature
  • Concorsi a premio
  • Autosaloni
  • Accertamento idoneità depositi giudiziari

Alla luce degli obblighi normativi previsti dall'art. 14 comma 2 del Decreto Legge 9 febbraio 2012 n.5, "Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo", si forniscono le informazioni concernenti le attività di vigilanza svolte dalla Camera di Commercio a carico delle imprese, con particolare riguardo alla "semplificazione dei controlli" per ciò che attiene ai criteri e alle modalità di svolgimento.

- Lista controlli

 

Progetto S.VI.M.

Attività di vigilanza e controllo del mercato a tutela del consumatore


E' sottoscritta annualmente tra il Ministero dello Sviluppo economico – Dipartimento dell’impresa e l’internazionalizzazione – e Unioncamere un protocollo di intesa per il rafforzamento delle attività di vigilanza e controllo del mercato a tutela dei consumatori.
In tale ambito l’Unioncamere e le singole Camere di Commercio hanno stipulato accordi che definiscono gli obiettivi delle attività di vigilanza.
In sintesi:

L’attività di controllo prevede l’esercizio di funzioni ispettive e sanzionatorie secondo le competenze proprie delle Camere di Commercio attraverso:
- controlli di tipo fisico sui prodotti (controlli da eseguirsi presso le imprese per verificare il rispetto formale della normativa di riferimento);
- controlli di tipo documentale sui dossier tecnici relativi ai prodotti o agli strumenti metrici; tali controlli sono eseguiti in “back office” e sono volti ad accertare la conformità dei prodotti in relazione alle prescrizioni tecniche stabilite dalla normativa cogente e volontaria;
- prove di laboratorio; tali controlli sono volti ad accertare le caratteristiche chimico fisiche di conformità dei prodotti con l’intervento di laboratori autorizzati

Gli ambiti di intervento riguardano

Metrologia legale
- Sorveglianza sugli strumenti metrici in uso (controllo casuale non preannunciato)                    
- Vigilanza su laboratori autorizzati all’esecuzione  della verificazione periodica degli strumenti  metrici                                                       
- Vigilanza sul mercato per gli strumenti MID e nazionali    
- Vigilanza sui metalli preziosi                               
- Vigilanza sui preimballaggi   
- Sorveglianza sui centri autorizzati ad effettuare le   operazioni di primo montaggio, di attivazione e di   intervento tecnico per i tachigrafi digitali ed analogici                                         
      

ex UPICA      
- Etichettatura tessili e calzature
- Giocattoli
- Prodotti elettrici: bassa tensione e compatibilità elettromagnetica
- Dispositivi di protezione individuale di I categoria (occhiali)
- Prodotti generici per quanto attiene al codice del consumo
- Manifestazioni a premio (erogazione di servizio alle imprese per gli obblighi di comunicazione al MSE con riferimento al sistema “Premia On Line”) (cfr.: art. 3 e 7 convenzione).

                      

Risparmio di carburante ed emissioni di CO2 delle autovetture

Con il decreto del Presidente della Repubblica del 17 febbraio 2003, n. 84, è stata recepita in Italia la direttiva della Comunità Europea n. 1999/94/CE, concernente la disponibilità di informazioni sul risparmio di carburante e sulle emissioni di CO2 (biossido di carbonio) da fornire ai consumatori per quanto riguarda la commercializzazione di autovetture nuove (veicolo a motore, della categoria M1 come definito dal D.M. 29 marzo1974, che non sia stato precedentemente venduto se non a fini di rivendita al dettaglio o di distribuzione).

Il regolamento prevede alcuni adempimenti a carico dei concessionari e dei costruttori.
Il responsabile del punto vendita che espone o offre in vendita o in leasing un'autovettura nuova deve:

  1. apporre, in modo visibile, su ciascuna autovettura esposta o nelle sue immediate vicinanze, un'etichetta in formato A4 (mm 297 x 210) relativa esclusivamente al consumo di carburante ed alle emissioni di CO2 dell'autovettura
  2. esporre, in posizione evidente, un manifesto di dimensioni minime: cm 70 x 50) o uno schermo di visualizzazione indicante esclusivamente il consumo di carburante e l'emissione di CO2 di tutti i modelli di autovetture nuove vendute dal concessionario
  3. rendere immediatamente disponibile a richiesta del cliente per consultazione la "Guida al risparmio di carburante ed alle emissioni di biossido di carbonio", pubblicata a cura del Ministero delle attività produttive sui dati comunicati da tutti i costruttori e per tutte le autovetture nuove commercializzate nell'Unione Europea

Il costruttore che vende nell'Unione Europea autovetture nuove deve:

  • fornire ai propri concessionari il manifesto o il file per la visualizzazione su schermo da esporre in ogni punto vendita
  • fornire al Ministero delle attività produttive entro il 15 dicembre di ogni anno i dati aggiornati sui consumi di carburante e le emissioni di CO2 di tutte le autovetture commercializzate


Alla Camera di Commercio compete l'attività di vigilanza sugli adempimenti previsti dalla direttiva. In particolare il personale preposto della Camera di Commercio provvede al controllo sulla pubblicità relativa ai consumi di carburante ed alle emissioni di CO2 attuata nelle concessionarie auto.

Il D.P.R. 17 febbraio 2003, n. 84 prevede, a carico dei concessionari e dei costruttori che omettessero in tutto o in parte gli adempimenti descritti, una sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro.

Lo sportello dell'Ufficio Tutela del Consumatore è a disposizione degli utenti per eventuali chiarimenti o per opportune segnalazioni.

D.P.R. 17 febbraio 2003, n. 84

Circolare 6 agosto 2007, n. 23958

Guida al risparmio di carburante e alle emissioni di biossido di carbonio CO2  - Edizione 2012 -
(pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ai sensi dell'art. 4 del D.P.R. 17 febbraio 2003, n. 84).

 

Sicurezza dei prodotti

Con la recente approvazione della legge di attuazione della direttiva comunitaria 2001/95 sulla sicurezza generale dei prodotti, in Italia è stata rivista la normativa a garanzia dei consumatori sulla sicurezza dei prodotti in commercio. Senza modificare le singole normative sulla sicurezza di prodotti che hanno una disciplina più stringente, come gli alimentari, i giocattoli, i materiali elettrici ed elettro-magnetici, i dispositivi di protezione (caschi, scarpe anti-infortunistiche, ecc.), si obbliga tutti i produttori e tutti i rivenditori a immettere in commercio solo prodotti sicuri.

La direttiva comunitaria prescrive che un prodotto si possa ritenere sicuro solo quando nell'uso normale o anche solo prevedibile, non presenti alcun rischio oppure presenti unicamente rischi minimi ma ritenuti accettabili per la salute e la sicurezza delle persone. Il rischio deve essere considerato anche con riferimento all'imballo del prodotto, al suo uso congiunto con altri prodotti, alla chiarezza ed esaustività delle etichette e delle istruzioni, alle condizioni psico-fisiche dei probabili utilizzatori.

Tutti i prodotti non certificabili come sicuri sono ritenuti pericolosi e quindi non commerciabili nel territorio comunitario. Qualora il produttore si accorga che un suo prodotto ritenuto sicuro ed immesso sul mercato presenti dei rischi, è tenuto ad adottare a proprie spese misure idonee e proporzionate al rischio, come i controlli a campione, l'esame e la registrazione dei reclami, il feed-back con i distributori, il ritiro del prodotto dal mercato, il richiamo e l'informazione appropriata ai consumatori.

In caso di inadempienza da parte del produttore o dell'importatore, può essere la competente autorità (Ministero delle Attività Produttive o - per competenza - Ministero della Salute, del Lavoro, dell'Interno, dell'Economia, delle Infrastrutture) a disporre coattivamente le misure di ritiro, di richiamo e di informazione. Anche i distributori e i rivenditori sono responsabilizzati e sono tenuti a non fornire in vendita prodotti di cui conoscono o di cui avrebbero potuto diligentemente conoscere la pericolosità e di conservare e fornire alle autorità la documentazione di tutti i prodotti commercializzati al fine di consentire di rintracciarne l'origine. Tutti gli operatori commerciali devono denunciare alle autorità competenti la pericolosità presunta dei prodotti commercializzati, al fine di un opportuno controllo.

I prodotti, per essere considerati sicuri e per poter essere immessi sul mercato, devono soddisfare le norme armonizzate in materia di sicurezza stabilite e pubblicate dagli organismi di normalizzazione riconosciuti dalla Commissione europea (es. ISO, CEN, UNI, DIN, ecc.).
Sanzioni penali e amministrative possono essere comminate a produttori e distributori che immettano sul mercato prodotti pericolosi o che non collaborino con le autorità.

Le Camere di Commercio nell'ambito del territorio di propria competenza sono tenute a vigilare sull'osservanza delle norme a tutela della sicurezza dei prodotti. I controlli vengono effettuati periodicamente su singole categorie di prodotti o tempestivamente su segnalazione del Ministero dello Sviluppo Economico o delle altre Amministrazioni o su singoli reclami presentati dai consumatori e dagli altri interessati.
L'ufficio tutela del consumatore della Camera di Commercio di Teramo resta a disposizione per informazioni, segnalazioni, reclami.

 

Fonti:

  • direttiva comunitaria n. 2001/95/CE
  • decreto legislativo 21/5/2004 n. 172


Garanzia sui beni di consumo

Dal 23 marzo 2002 in base alle disposizioni contenute nel D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 24, che ha introdotto nel Codice Civile gli articoli da 1519-bis al 1519-nonies (l'art. 146, comma 1, lettera a) ha abrogato gli articoli da 1519 bis a 1519 nonies del codice civile come introdotti dal D. L.vo 24/2002. Le norme abrogate sono state riproposte nel D. L.vo 6.9.2005, n. 206 "Codice del consumo, a norma della legge 29 luglio 2003, n. 229" dagli articoli da 128 a 135), sono cambiate le regole sulla garanzia dei beni di consumo (qualsiasi bene mobile anche da assemblare) siano essi nuovi o usati e per questi ultimi limitatamente ai difetti non derivanti dall'uso normale della cosa.

La nuova garanzia legale è obbligatoria, è estesa a due anni (aumentabili ma non riducibili; e per i beni usati solo con accordo delle parti ridotta ad un anno) e per la prima volta rende responsabile di ogni difetto, guasto o non conformità del bene il rivenditore.

Due sono i mesi di tempo per la denuncia del difetto di conformità che deve manifestarsi entro ventiquattro mesi dalla consegna; per cui, l'azione diretta a far valere i difetti si prescrive in ventisei mesi dalla consegna del bene analogamente per i beni usati per i quali si è concordato il termine minimo di dodici mesi l'azione si prescrive in sedici mesi.

Al fine della garanzia non sono "consumatori" (persona fisica che, nei contratti di vendita di beni di consumo ed altri equiparati, agisce per scopi estranei all'attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta) non destinatari, quindi, delle norme citate, le persone giuridiche, gli enti diversi dalle persone fisiche con finalità non lucrative (associazioni, fondazioni, comitati), le persone fisiche qualificabili come professionisti.

Le eventuali clausole contrattuali e gli accordi che limitano preventivamente i diritti derivanti dalla normativa sulla vendita dei beni di consumo sono nulle.
Per far valere la garanzia ci si deve rivolgere direttamente al venditore, che risponde di qualsiasi difetto di conformità del bene; la prova dell'esistenza del difetto di conformità e della data della sua scoperta spettano al consumatore, se però il difetto si manifesta entro i sei mesi dalla consegna si presume che il difetto stesso esistesse già al momento dell'acquisto ed il venditore è obbligato a provare il contrario.

Buona regola sarà quella della conservazione dello scontrino fiscale o della fattura, documenti con i quali sarà possibile dimostrare l'acquisto del bene.

 

Per informazioni

Gianfranco Ciofani - Tel. 0861-335260
e-mail: gianfranco.ciofani@te.camcom.it

Oreste Franceschini- Tel. 0861-335205
e-mail: oreste.franceschini@te.camcom.it

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